Audio Sceneggiatura

Su myspace.com/unavitainmeno l'audio sceneggiatura di Una vita in meno.
Buon ascolto!
TRASH or SET
Segui il destino della nuova sceneggiatura di Gaetano Buompane

Su myspace.com/unavitainmeno l'audio sceneggiatura di Una vita in meno.
Buon ascolto!
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
17:05
0
commenti
Dopo una lunga attesa (quasi un anno) la giuria del Premio Solinas si è finalmente pronunciata sui vincitori. La sceneggiatura di Una vita in meno non ha ricevuto nessuna considerazione.
Il Premio, in onore e nel ricordo di uno degli sceneggiatori più significativi del nostro cinema, è appuntamento ambito, ma notoriamente precluso a chi si presenta senza "credenziali" di spicco. Credevo, però, che l'attualità del tema trattato e la qualità della narrazione potessero colpire l'attenzione dei giurati.
Così non è stato.
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
15:55
0
commenti
Siamo pronti per un assaggio della Radiofonica interpretazione.
Mentre ci avviamo alla conclusione del montaggio dell’intero lavoro, ecco i primi minuti di Una vita in meno nella sua versione per la radio. Niente a che vedere con il radiodramma, dunque, bensì il riflesso dell’ambizioso progetto che vuole offrire alle sceneggiature destinate ad un probabile oblio, la possibilità di essere prese in considerazione. Nell’attesa di catturare la vostra attenzione catapultandovi in un’avvincente storia dalle atmosfere suggestive e dai risvolti inaspettati, sottolineata da una colonna sonora strabiliante, accomodatevi all’ascolto di queste prime note…
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
18:55
6
commenti

Ecco la copertina della Radiofonica interpretazione.
Le preferenze più numerose sono state indirizzate alla copertina denominata "Luce della notte".
Continuate ad inviare i vostri commenti attraverso il post o alla mail della sceneggiatura unavitainmeno@fastwebnet.it
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
13:43
1 commenti
Ci stiamo preparando al lancio del Radio Edit. Prestissimo le informazioni più dettagliate sul numero delle puntate e il loro passaggio radiofonico. Intanto, ecco alcune proposte cromatiche per la copertina della Radiofonica Interpretazione.
Plastico
Luce della notte
Insegna luminosa
Lasciate il vostro commento, proponete le vostre idee: potreste collaborare alla realizzazione della locandina.
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
22:12
7
commenti
Anticipando che sono stati presi i primi accordi con l’emittente radiofonica che trasmetterà Una vita in meno (per i dettagli vi rimandiamo ai prossimi posts), eccoci a parlare di un nuovo personaggio che fa la sua comparsa a metà film circa. Si chiama Jamila, poco più che 20enne, ma con un carattere forte e deciso. Il suo arrivo nella vicenda scombinerà non poco i delicati equilibri tra Matteo e Angela, portando i due, seppur involontariamente, ad una definitiva rottura. L’importanza di questo personaggio - interpretato da Jessica Bonanni, bravissima nel saper calibrare i diversi lati del carattere di un’adolescente maturata in fretta - è fondamentale, in quanto contribuisce a recidere il legame tra Matteo e Angela costringendoli ad affrontare il loro inevitabile destino che, seppur amaro, riserverà loro una consapevolezza maggiore. Ne fa due solitudini, unica condizione possibile per avere l’opportunità di ritrovarsi.
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
00:52
0
commenti
vedi anche: In studio di registrazione. 1
Ancora in studio di registrazione con la "radiofonica interpretazione". Scena delicata per Monica Cecchini, splendida interprete del personaggio più complesso e tormentato dell’intera vicenda.
Angela, combattuta tra l’assecondare la forte personalità di Gabriele, deciso a sfruttare la prima e unica vera occasione che viene concessa al gruppo jazz, e l’amore per Matteo, sfuggente a causa dei suoi comportamenti indecifrabili, finisce per essere estremamente vulnerabile. La scena si svolge sulle sponde del fiume cittadino (la storia è universale, potrebbe svolgersi in qualsiasi città), di notte. Una machina è ferma. Dentro ci sono Angela e Gabriele. Sono diventati complici, amanti, vorrebbero sfruttare la bravura di Matteo per il loro tornaconto, ma lui sta mandando all’aria tutti i loro piani. Angela, per la prima volta, è attanagliata dal rimorso e mostra a Gabriele tutta la sua fragilità.
Solo nel finale, Angela riuscirà ad affrancarsi da quella relazione, per compiere finalmente una scelta. Ma l’espiazione delle sue colpe, che in questo momento sente così forti, non avverrà certo in maniera indolore.
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
20:24
0
commenti
Sono riprese le registrazioni della “radiofonica interpretazione”. Superati gli ostacoli produttivi che ci hanno tenuti bloccati per circa un mese, eccoci nuovamente alle prese con i turni di fronte al microfono. Questa seconda parte ha preso il via con le registrazioni della voce narrante di Massimo Piesco e del personaggio di Gabriele interpretato da Gabriele Di Sante. Entriamo così nel vivo del racconto, nel quale tutti i personaggi iniziano davvero a prendere corpo e nel quale le introduzioni narrative trovano i primi chiarimenti. Gabriele, ad esempio, esprime tutta la sua insoddisfazione per una vita che lo deprime e, soprattutto, la sua soggezione artistica nei confronti del talento straordinario di Matteo il quale, invece, è sempre più deciso ad abbandonare la musica. Quale sia il motivo lo scopriremo solo alla fine, ma intanto il suo atteggiamento sta creando non pochi problemi ad Angela, la sua compagna, sempre più convinta di essere la causa di tale comportamento.
In questa seconda parte entrano in scena altri due fondamentali personaggi: Jamila, una giovane acrobata giramondo che a suo modo aiuterà Matteo a ritrovare se steso, e una misteriosa vecchietta, chiave di volta per lo svelamento del mistero che lo avvolge.
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
22:00
3
commenti
In anteprima, alcuni dei brani selezionati per questa prima parte della radiofonica interpretazione di Una vita in meno. Come anticipato in un post precedente, ampio spazio è dedicato a Strange Fruit, nelle versioni di Marcus Miller, Tricky, Robert Wyatt, Twillight Singer e del giovane trombettista Giancarlo Romani. Procedendo col lavoro, abbiamo avuto la conferma di quanto sia fondamentale, per una sceneggiatura come questa, la presenza costante di un accompagnamento sonoro, di una sottolineatura in note. Ecco le altre scelte...
Art Farmer - FAIRY TALE COUNTRYSIDE
Nils Petter Molvaer - PRESENCE
Freddy Hubbard - BACKLASH
Tom Harrell - JOY SPRING
Stray Cats - STRAY CATS STRUT
Nils Petter Molvaer - ACCESS/SONG OF SAND I
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
00:22
3
commenti
La traccia pilota è pronta. I primi, emozionanti 45 minuti dell’interpretazione radiofonica hanno preso forma con l’inserimento della colonna sonora, arricchita dalla struggente versione di Strange Fruit del giovane trombettista Giancarlo Romani (forse la prima esecuzione con la tromba della canzone di Billie Holiday), registrata appositamente per Una vita in meno.
I primi di Gennaio saremo in sala per le nuove incisioni con gli attori, ma già da ora mi è impossibile non ringraziare tutti coloro i quali hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto sperimentale, tutti quelli che hanno creduto nella sceneggiatura e chi, finora, ha lavorato con dedizione e amichevole entusiasmo: senza di voi niente sarebbe avvenuto.
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
10:51
5
commenti
Altri amici si avvicendano di fronte ai microfoni dello studio di registrazione. Ho chiesto a Gianluca Monastra e Massimo Basile di interpretare le parti di Tony e Sergio, pianista e bassista del gruppo jazz di cui fa parte anche Matteo, il protagonista di Una vita in meno. Con grande entusiasmo, hanno dato vita a due personaggi di notevole importanza nello snodo narrativo della vicenda, soprattutto in riferimento al personaggio di Gabriele, il quale vede lentamente sfumare i propri sogni di gloria a causa delle diverse scelte, artistiche e di vita, che compiono i componenti della band.
Gianluca e Massimo, sono ottimi conoscitori della musica jazz e hanno scritto recentemente un libro per me fonte di riflessione e puro divertimento. S’intitola Un’estate con Chet e narra le vicende di un cronista di nera, Gino Lamberti, che non conosce niente del jazz ma che viene incaricato di seguire la triste vicenda di Chet Baker arrestato per droga in versilia durante il suo tour italiano negli anni ’60. Ciò che affascina del romanzo è proprio la figura di questo cronista, apparentemente lontano da un mondo ricco di miti e leggendarie performance tenute da musicisti dal talento straordinario e dalle vite spesso problematiche, che alla fine, durante l’incontro con Chet, scopre di appartenervi molto di più di quanto potesse immaginare, perché il jazz non è solo un genere musicale, ma anche un modo di vivere la propria esistenza.
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
03:02
2
commenti
Con la terza sessione si è concluso il lavoro di registrazione delle tracce sonore relative agli attori. Al microfono si sono avvicendati gli interpreti dei ruoli minori che, insieme a quelli principali già registrati nella seconda giornata, andranno a comporre il mosaico del pilota radiofonico. Il prossimo passo sarà il montaggio e la scelta dei pezzi da inserire come ideale colonna sonora. Il desiderio è quello di sfruttare il più possibile le innumerevoli versioni di Strange Fruit esistenti, in modo da non abbandonare mai il tema di fondo della sceneggiatura, ma anzi, sottolinearlo quanto più possibile.
Conosci altre versioni di Strange Fruit?
Lascia un commento sul post dedicato alla canzone o scrivi alla mail del blog: potresti comparire nei titoli di coda del film.
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
14:28
4
commenti
È il giorno degli attori che interpretano i ruoli principali. Massimiliano Graziuso è MATTEO, Gabriele Di Sante è GABRIELE, Monica Cecchini è ANGELA. Per me è la prova della verità, la verifica se ciò che nelle intenzioni aveva un senso preciso avesse continuato ad averne anche nella sua realizzazione. Come tutte le sperimentazioni, anche questa aveva una sua buona dose di incognite e di possibili sorprese, tutte preoccupazioni mitigate dalla bravura degli attori ancor prima di avere il tempo di pensare ad una possibile defaillance.
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
11:27
0
commenti
Iniziamo a registrare le tracce sonore della versione radiofonica di Una vita in meno. Presso gli studi di registrazione Piano B di Roma, con l’aiuto tecnico di Giancarlo in regia e quello artistico di Massimo Piesco che, inoltre, presta la sua voce per la parte didascalica della sceneggiatura, ci concentriamo sulla prima mezz’ora di quello che dovrà diventare il pilota dell’intero programma. Il prodotto finito non sarà un radiodramma, ma una lettura recitata della sceneggiatura, operazione sperimentale che tende a lanciare un nuovo modo di fruizione di un'opera pensata per il cinema e a darle una concreta possibilità in alternativa all’oblio.
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
16:20
0
commenti
vedi anche: In studio di registrazione. 1
STRANGE FRUIT
Southern trees bear a strange fruit
Blood on the leaves and blood at the root
Black body swinging in the Southern breeze
Strange fruit hanging from the poplar trees.
Pastoral scene of the gallant South
The bulging eyes and the twisted mouth
Scent of magnolia sweet and fresh
And the sudden smell of burning flesh!
Here is a fruit for the crows to pluck
For the rain to gather, for the wind to suck
For the sun to rot, for a tree to drop
Here is a strange and bitter crop.
Era il 1939. I cinematografi americani passavano Via col vento, storia d’amore contornata da una pacifica, onesta e rispettosa convivenza della civiltà nera con i padroni bianchi del Sud.
Era il
Era il 1939. Billie Holiday, allora ventiquattrenne, al Cafè Society di New York, intonò per la prima volta, con la sua inconfondibile voce, Strange Fruit.
Eleanora Fagan Go
ugh - questo il vero nome di Lady Day - visse una vita degna di un romanzo; suo nonno era uno dei 17 figli nati dal matrimonio tra una schiava nera e un proprietario terriero irlandese. Suo padre, un suonatore di banjo e chitarra, lasciò la madre quando Billie era ancora piccolissima. Nel ‘27, madre e figlia si trasferirono da Baltimora a New York, dove la giovane Eleanora cominciò ben presto a prostituirsi per la necessità di arrotondare il bilancio familiare.
Ma torniamo al 1939. Strange Fruit inizialmente era un testo per “bianchi radicali”, la sua natura sotterranea, drammatica, connessa intimamente al suo vero autore, Abel Meeropol che, da membro del partito comunista americano, fu costretto a scriverla sotto falso nome, con lo pseudonimo di Lewis Allan e pubblicarla come poema sul New York Teacher e sul giornale filo-marxista New Masses.
Meeropol era un insegnante ebreo di New York che poi prenderà in adozione i figli di Ethel e Julius Rosenberg, i due che furono condannati a morte nel 1953 perché accusati di essere spie dell'Unione Sovietica. Meeropol scrisse Strange Fruit dopo aver visto una fotografia del linciaggio di Thomas Shipp ed Abram Smith due neri delle piantagioni del Sud. Quella visione lo scosse a lungo.
Più che solo una canzone Strange Fruit metteva le parole ed una faccia sugli orrori che subivano gli uomini neri in America. Solo il modo di cantare così sofferto e pieno di pause della Holiday poteva
spingere quella canzone a quel punto. Ma purtroppo la denuncia razziale era ancora un tabù per l’epoca. Nei decenni la canzone, che il grande critico Leonard Feather aveva chiamato “la prima significativa protesta in parole e musica, il primo lamento non tacito contro il razzismo”, era scivolata nel limbo, ricordata solo dagli appassionati di jazz, dai fans della cantante e dai veterani dei diritti civili. Strange Fruit invece è stato un momento importante, se non fondamentale, perché combinava elementi di protesta e di resistenza al centro della cultura musicale dei neri, avviando un processo di riappropriazione delle origini africane e del culto della diaspora reso manifesto anni dopo dal be bop e soprattutto negli anni ‘60 dal free jazz.
Pochi si erano azzardati a cantare Strange Fruit prima che
Strange Fruit spaventò molto persino
Il giornalista Harry Levin racconta di una sera quando Billie cantò a casa di Arthur Herzog, l'autore di un’altra grande canzone della Holiday, God Bless the Child. “Noi eravamo li, storditi ed incapaci di muoverci. Lei ci mise in contatto fisico con quella canzone. Nel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, mentre stavamo combattendo per riportare la libertà, Billie ci stava dicendo che c'erano alcune cose incompiute con le quali l’America doveva confrontarsi”.
”Non c'è nient'altro che possa venire dopo di essa”, parola della stessa Lady Day.
Antonino Musco
Conosci un’altra versione di Strange fruit. Lascia un commento, potresti essere menzionato nei titoli di coda del film.
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
14:11
6
commenti
vedi anche: Billie Holiday-STRANGE FRUIT
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
22:43
0
commenti
vedi anche: Progetto radiofonico
Nota dell'autore
Strange fruit hanging from the poplar trees.
(Abel Meeropol, Strange Fruit)
errore occorre affrontare quel vuoto e gettarci lo sguardo dentro. Una vita in meno segue il doloroso cammino di un talentuoso trombettista di origini mediorientali, Matteo, verso la scoperta di se stesso, tanto “potente” sul palco quanto fragile nella vita privata. Una fragilità dovuta proprio alla mancanza di quelle fondamenta culturali sopra le quali poggiare i piedi e che un presente e una società in violento cambiamento colpiscono senza pietà. Matteo, nonostante il suo riconoscimento sociale, è quello che potremmo definire un “nuovo nigger”, un intruso in terra straniera. L’Italia, protagonista della sua prima vera esperienza di ondata migratoria, inizia a manifestare un sempre più crescente timore del diverso, che trova riscontro non solo nelle vicende e nelle cronache di piazza, ma anche nei provvedimenti legislativi e fra le pagine dei programmi politici. La musica jazz diviene, alla luce di quanto detto, un ulteriore personaggio, acquista un significato preciso. È la musica “nera” per eccellenza, è lo strumento espressivo di riscatto sociale e di riconoscimento culturale per intere generazioni di musicisti di colore e, di rimando, dell’intera comunità afroamiericana. Sotto questo punto di vista, Una vita in meno è una sceneggiatura che coglie con grande lucidità intellettuale il vero spirito della musica jazz, riuscendo ad attualizzarlo e, cosa ancora più importante, a universalizzarlo: l’integrazione conquistata (o ancora da conquistare) non è solo cosa americana, insomma, e non riguarda solo i neri d’America. Il razzismo e l’intolleranza non hanno confini né di tempo né di spazio.
La complessità e ricchezza della sceneggiatura si ritrova, però, anche nella descrizione degli altri personaggi che ruotano intorno a Matteo, tutti con psicologie ben definite e approfondite, che portano avanti tematiche altrettanto affascinanti. Con sguardo obiettivo si analizzano gli aspetti più evidenti di una società disillusa e scoraggiata da anni di cattivo governo, e quelli più privati che riguardano la sfera delle relazioni umane come il fallimento, il senso di colpa, la solitudine, l’amore. Pur non potendo che definirla un dramma, Una vita in meno è una vicenda che non ha pause, ed è ricca di accadimenti che la rendono avvincente. Dall’altro lato è anche piena di simbologie e momenti di grande intensità dove la musica dovrà avere una grande importanza. Anche se Matteo l’abbandonerà lentamente, così come il suo strumento, fino alla “regressione” più profonda che lo porterà ad ascoltare lo stesso disco che faceva suonare la madre adottiva quando lui era piccolo, il
jazz, e le variazioni sul tema, non abbandoneranno mai le immagini.
Una canzone, in particolare, sarà la base sonora del film: Strange Fruit. Alla fine della storia risuonerà da un vecchio giradischi con la voce inconfondibile della grande Billie Holiday, ma per tutto il cammino che Matteo affronterà nella vicenda, essa dovrà essere interpretata in maniera personale da vari musicisti da scegliere nel panorama della musica sia jazz che pop/rock. La scelta di questo pezzo, ovviamente, non è casuale. Quegli strani frutti appesi, descritti nella canzone, i “negri” impiccati ai rami degli alberi, sono i simboli di quelle esistenze che, per decisione di qualcuno, non hanno mai avuto molto valore. Ieri come oggi, finché il mondo non sarà concepito come unico e di tutti, l’esistenza di molti uomini e donne potrebbe essere solo Una vita in meno.
Un fondamentale e insostituibile aiuto nella stesura del soggetto mi è stato amichevolmente fornito da Dario Becci, scrittore e poeta sopraffino, la cui sensibilità, e profonda conoscenza dell’animo umano, mi è stata più volte indispensabile per sbrogliare intrigati nodi narrativi e scegliere la giusta strada da percorrere.
Le nostre numerose e lunghe discussioni in merito, oltre ad aver stimolato la mia ispirazione, sono state l’occasione per un esercizio culturale irripetibile.
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
18:42
0
commenti
vedi anche: About UNA VITA IN MENO
03 aprile 2006
"Il deposito ha valore per un periodo di 5 anni a partire dalla data di ricevimento della copia dell'opera".
Ottime sceneggiature rimangono a prendere polvere per sempre. 5 anni per riuscire a vedere Una vita in meno al cinema sarebbe un tempo più che ragionevole.
Pubblicato da
Gaetano B.
alle
02:45
0
commenti